La scoperta del mercurio e del ricco minerale di cinabro

La leggenda narra che nel 1490 l’argento vivo fu scoperto da un mastellaio, detto škafar, che aveva posto a mollo un mastello in un ruscello. Il mastello cominciò a luccicare di una sconosciuta sostanza che in seguito si dimostrò essere mercurio. Sul luogo del ritrovamento fu eretta la chiesa della S.ma Trinità, detta sv. Trojica.

Nel primo decennio i minatori scavavano nella relativamente povera roccia scistosa. Convinti che il minerale fosse finito e la miniera esaurita, i minatori e il gestore della miniera temettero di dover chiudere la miniera. Il 22. giugno 1508, giorno di Sant’ Acacio, i minatori di Idria fecero la seconda scoperta che segnò il destino di Idria.

Eseguendo i lavori di approfondimento nel pozzo vicino al torrente Nikova, che in seguito venne nominato pozzo di Acacio o anche pozzo della Fortuna, a circa 48 metri di profondità si imbatterono in un deposito molto ricco di cinabro, incuneato tra gli strati del Ladinico superiore.

Con questa scoperta si gettarono le basi per più di 500 anni di attività estrattiva. In memoria di questo ritrovamento i minatori di Idria celebrano la loro festa il giorno di Sant’Acacio e lo scelsero per loro Santo patrono. Per una serie di anni lo celebrarono con la Santa messa e una processione, mentre oggi il 22 giugno è diventato la festa del comune di Idria.